Candidati Sindaco a Frosinone, elezioni amministrative 2012: è il momento di scegliere

Facoltà di medicina a Frosinone, metropolitana leggera per collegare la periferia al centro della città, nuove piazze (Sacro Cuore, o Frosinone alta, o Madonna della Neve, vedete un po’ voi), scuole elementari per le quali sono stati fatti lavori di rifacimento (De Matthaeis, ma quando mai?), rotatorie, aeroporto non subito, ma nel frattempo tanto per gradire un eliporto, vernici speciali che assorbiranno le particelle inquinanti. Stagione lirico-sinfonica, carnevale che dura tre mesi.

Provate a leggere uno dietro l’altro i programmi elettorali dei candidati alla carica di Sindaco, e comincerà a girarvi la testa.

C’è da chiedersi dove siano state riposte sino ad oggi segretamente tutte queste idee, ed energie, in una città tra le più inquinate d’Italia, tra quelle più vicine ad aree di malaffare (poco citato in alcuni dei programmi), con opere pubbliche tanto dispendiose quanto inutili (piastra Cavoni, rifacimento Monti Lepini, ancora in corso, con rotatorie decentrate rispetto all’asse viario, e restringimento molto pericoloso della carreggiata).
Consultazioni dei cittadini, trasparenza degli atti amministrativi sono al primo posto: ma cosa accadrà realmente al termine di questa bagarre elettorale? Con quali fondi si provvederà a realizzare tutto ciò? Capitali privati? E, se è lecito chiedere, chi sarebbero questi privati così generosi? E con quale ritorno economico offrirebbero i loro capitali?
Non possiamo saperlo ora, ma qualche dubbio è lecito averlo.

Quello che posso dire oggi, dopo una lettura certamente frettolosa, e, diciamolo, anche da persona non addetta ai lavori, è che sono solo tre i candidati i cui programmi, dal mio personale punto di vista, sembrano contenere sufficienti elementi di attrazione, pur se accompagnati da qualche nota utopistica: Bonaviri, Kovari, Segneri (rigoroso ordine alfabetico).
Mi piace l’attenzione alla cultura, alla legalità, il no agli incarichi in politica eterni, il no a consulenze per persone legate da rapporti di parentela a chi gestisce la cosa pubblica, il no a nuovo cemento, senza sanatorie o altri sotterfugi.

Noto a margine che si tratta di tre donne: sarà solo una coincidenza?

Domenica sceglierò una di queste candidate.

In ogni caso auguri a Frosinone.

Cultura, biblioteche, elezioni Frosinone 2012, Marina Kovari

“Vogliamo riscoprire la vocazione culturale della città, per troppi anni sommersa da cemento e depredata dagli speculatori. La Pubblica Amministrazione DEVE investire nella valorizzazione, tutela e promozione delle risorse locali, come le opere e i luoghi del passato (Terme Romane, Museo Archeologico), le tradizioni, gli istituti formativi e i centri di produzione culturale, rafforzarli sul territorio, metterli in rete, costruirvi intorno percorsi turistici sostenibili, manifestazioni. I cittadini hanno voglia di cultura.” (da Frosinone24.com)

Mi piace quest’ultima frase: i cittadini hanno voglia di cultura. E’ proprio così? E la candidata alla carica di Sindaco, Marina Kovari, se fosse eletta, saprebbe far fronte ad un impegno così rilevante? Auguri.

A proposito di cemento

Logiche commerciali

Frosinone non è certamente Venezia, siamo tutti d’accordo. Ma siamo certi che nel nostro piccolo, logiche come quelle che stanno agendo in questo momento a Venezia non siano presenti anche da noi?

L’ambiente, il paesaggio, la storia di una città sono fragili, e facilmente danneggiabili.

Pensiamoci ogni volta che il cemento e le logiche commerciali in senso lato si mettono in moto, ogni volta che qualcuno ci parla di sviluppo, rilancio, opportunità e “posti di lavoro”.

Aeroporto di Frosinone – osservazioni variante – aggiornamenti

Penso sia molto utile continuare a seguire gli sviluppi della vicenda “Aeroporto di Frosinone“, cercando di tenere aggiornato questo spazio Web (ben poca cosa rispetto al lavoro, alle energie, al tempo che molti soggetti, a livello individuale e di associazioni, stanno dedicando a questo storia).

Al di là delle opinioni che ciascuno può avere sulla bontà del progetto, va sottolineato che è un bel segnale il fatto che semplici cittadini ritengano di dover esprimere in forma civile e nelle forme consentite il proprio pensiero: forse non è completamente vero che ognuno di noi vive ormai pensando esclusivamente al “proprio orticello”.

No Aeroporto Ferentino – Frosinone – 06/09/11: “In base ai dati in nostro possesso, oltre 600 cittadini hanno consegnato le osservazioni relative alla Variante aeroportuale intermodale al PTR ASI di Frosinone e alla relativa Valutazione ambientale.” (intero comunicato)

Italia Nostra – 21/09/11: “Il 19 settembre alle ore 15, presso la sala del CESV di Frosinone, le associazioni CODICI onlus, Italia Nostra onlus, Legambiente onlus e Rete per la Tutela della Valle del Sacco onlus  hanno presentato le loro Osservazioni relative alla Proposta di Piano Variante urbanistica al Piano Territoriale Regolatore per l’attuazione dell’Area aeroportuale intermodale di Frosinone. (intero comunicato).

Allegati:

1) Osservazioni Italia Nostra,

2) Osservazioni CODICI-ReTuVaSa,

3) Osservazioni Legambiente.

CODICI – Italia Nostra – ReTuVaSa – 26/09/11: “La conferenza stampa tenutasi presso il CESV di Frosinone il 19.09.11, in cui le sottoscritte associazioni hanno presentato pubblicamente le Osservazioni alla Proposta di Piano Variante urbanistica al PTR per l’attuazione dell’area intermodale di Frosinone, ha suscitato vivaci e trasversali reazioni nei promotori dell’opera. Tra di esse, sorprendono in particolare quelle dell’avv. Gabriele Picano, presidente della società ADF. Egli sostiene che i rappresentanti delle associazioni hanno “poca conoscenza tecnica” degli argomenti oggetto della Proposta di Piano.” (intero comunicato)

Ciociaria Oggi – 28/09/11: “Aeroporto – le associazioni: dirottiamo altrove i soldi

Cemento, territorio, piano Casa, Lazio

“In questa corsa al saccheggio, il confine fra le parti politiche si attenua talvolta fino a sparire. Il pessimo “piano casa” della regione Lazio, approvato in questi giorni con la complicità di frange di “sinistra”, è stato subito accusato dal ministro Galan di palese incostituzionalità (illecito condono edilizio, raddoppio della cubatura nelle aree vincolate, sgangherate deroghe alla pianificazione paesaggistica): possiamo sperare che dai Beni culturali arriveranno sanzioni altrettanto severe agli altri “piani casa” regionali, dal Veneto alla Sardegna? Sarebbe una degna risposta alla proposta di Confculture di chiudere il ministero, passando i Beni Culturali fra le competenze del ministero dello Sviluppo (V. Emiliani, L´Unità, 11 luglio), cioè monetizzando patrimonio culturale e paesaggio in dispregio non solo di ogni competenza specifica, ma della Costituzione.”

Citazione tratta da un articolo a firma Salvatore Settis “Il tarlo del cemento che divora il Belpaese”, pubblicato da La Repubblica del 13 Agosto 2011, e segnalato dal sito Stop al Consumo di Territorio.

Buona lettura.

La scelta dell’immagine da inserire in questo post non è casuale. Per quelli di voi che non lo conoscono, l’edificio (termine eufemistico) è il Tribunale di Frosinone, uno spaventoso ed incombente orribile agglomerato di cemento, la cui forma rimanda alle selvagge cementificazioni delle periferie delle nostre città. Essendo posizionato su una lieve altura, l’altezza spropositata della costruzione crea un effetto visivo veramente atroce. Peccato non si sia pensato ad una struttura un tantino più sobria.

PS Ho sentito dire che il teatro che verrà costruito a Frosinone avrà un ‘altezza di 25 metri: ne sapete qualcosa?

Frosinone, aeroporto, Terme romane, cemento, paesaggio – 4/4

Si conclude il ciclo dei post dedicati al libro di Salvatore Settis.

“Come se non bastasse, ci troviamo istantaneamente d’accordo quando il primo che passa ci spiega che manca in Italia un’architettura moderna, e che il terreno perduto va recuperato velocemente impiantando intorno a Roma, Milano, Torino altrettante cinture di grattacieli; cioè imitando nemmeno più Chicago o New York, ma Singapore o Dubai. I nostri centri storici, eredità preziosa ma fragile, tendono a perdersi entro le periferie che li assediano, capovolgendo ogni gerarchia: piazze medievali, cattedrali e palazzi comunali stanno per diventare una sorta di quartiere dei giochi o shopping center artificiale, più simile alle evocazioni di cartapesta di Las Vegas che alle città di Dante e di Palladio.”

Salvatore Settis. Paesaggio Costituzione cemento. Einaudi, 2010. Pag. 286

Frosinone, aeroporto, Terme romane, cemento, paesaggio – 3/4

Siamo già al terzo dei quattro post dedicati al libro di Salvatore Settis.

“[…] è inutile dividere i mali italiani in compartimenti stagni, la morte della politica da una parte, l’informazione ammaestrata o corriva dall’altra, le speculazioni edilizie da un’altra ancora. Tutte queste cosesono ormai legate, fanno un unico grumo di misfatti e peccati d’omissione che mescola vizi antichi e nuovi. E’ l’illegalità che uccide l’Italia politica e anche quella fisica, la sua stima di sé, la sua speranza, con tutti i vizi che all’illegalità si accompagnano: la menzogna che il politico dice all’elettore e quella che ciascuno dice a se stesso. Il silenzio di molte classi dirigenti su abusivismo e piani regolatori rimaneggiati, il territorio che infine soccombe. Nella recente storia non sono caduti uccisi solo eroici servitori della Repubblica, che hanno voluto mettere fine all’anti-Stato che mina la nazione dagli anni ’60. Muoiono alla fine gli uomini comuni, en masse: abbattuti dalla menzogna dall’abusivismo, dalla disinvoltura con cui si costruiscono case, scuole, ospedali con materiali di scarto. Non da oggi ma da decenni, destre e sinistre confuse (Barbara Spinelli, “La Stampa”, 4 Ottobre 2009)”.

Salvatore Settis. Paesaggio Costituzione cemento. Einaudi, 2010. Pagg. 283

Frosinone, sviluppo, cemento, urbanistica

Un documento molto breve su un’esperienza di gestione del territorio diversa da quella della cementificazione, dello “sviluppo”, del “rilancio” dei quali sentiamo molto parlare, anche a Frosinone…

Buona lettura.

Frosinone, aeroporto, Terme romane, cemento, paesaggio – 2/4

Prosegue il ciclo dei quattro post dedicati al libro di Salvatore Settis.

” La sedimentazione normativa ha prodotto oggi, fra gli altri, un curioso effetto. E’ come se fosse in atto lo scontro tra due visioni diverse, con tutta l’apparenza di essere entrambe legittime: la prima incentrata sull’idea di tutela del paesaggio come valore costituzionale, la seconda costruita intorno allo sviluppo del territorio e, per usare una formula assai popolare proprio perché vuol dire ben poco, della sua gestione sostenibile. ‘Sviluppo’ e ‘gestione sostenibile’ si troverebbero così sul fronte opposto a quello della tutela, giustificando ogni malefatta in nome dell’economia e del mercato. Due osservazioni bastino a mostrare la fragilità di questa versione dei fatti. In primo luogo, esiste una gerarchia costituzionale dei valori, secondo cui la tutela del paesaggio non può essere “subordinata ad altri valori, ivi compresi quelli economici”, anzi dev’essere “capace di influire profondamente sull’ordine economico-sociale” (così la sentenza della Consulta n. 151 del 1986 […]). In secondo luogo […] le categorie che si son venute formando, quali ‘paesaggio’, ‘territorio’, ‘ambiente’, non sono assolute e inevitabili ‘necessità giuridiche’, dalle quali discenda poi la ripartizione delle competenze tra Stato e Regioni. Al contrario, esse sono nate dall’esigenza politica di spartire le competenze tenendo conto delle nuove autonomie regionali, e nel braccio di ferro con lo Stato che ne è seguito si sono sviluppate secondo una logica autoreferenziale”.

Salvatore Settis. Paesaggio Costituzione cemento. Einaudi, 2010. Pagg. 219-220

Frosinone, aeroporto, Terme romane, cemento, paesaggio – 1/4

Ho pensato di trarre qualche citazione da questo libro, che ho trovato molto appassionato ed appassionante, per invogliare chi, ciociaro o no, sia interessato a saperne di più sulla tutela del paesaggio italiano, e sull’importanza che abbia essere cittadini attenti a quanto accade, senza andare troppo lontano, nelle nostre città, intorno a noi.

Questo è il primo di quattro post, che pubblicherò da oggi a mercoledì prossimo.

Leggendo il volume, ho spesso pensato alle parole, alle dichiarazioni sentite tante volte sull’importanza della costruzione dell’aeroporto a Frosinone, ho pensato alle Terme romane, ed alla velocità con la quale nella nostra città prendono vita nuove forme di cemento.

Buona lettura, del libro, ovviamente, non di questi semplici post.

“Lo stesso è vero delle norme a protezione del paesaggio, che si moltiplicano come reazione alle sue devastazioni (per esempio, nei Paesi dell’Europa orientale negli ultimi vent’anni); mentre in Italia le ragioni della politica, o piuttosto le pressioni di speculatori e costruttori, spingono governi d’ogni colore in direzione diametralmente opposta. Per il paesaggio come per il patrimonio, il dilemma è sempre lo stesso: il pubblico interesse contro gli egoismi privati, il bene comune contro l’arbitrio del singolo. Non è con il pulviscolo di leggi e leggine, non è con la ripartizione e sovrapposizione di compiti e competenze, non è svuotando lo Stato che questi nodi possono essere sciolti; bensì con un forte richiamo ai valori civili, alla storia istituzionale, alla cultura giuridica che hanno innervato la storia della tutela, anzi la storia tout court. La tendenza “globalizzante” a privilegiare l’economia e il denaro su ogni altro valore civile, culturale, e sociale va battuta sul suo terreno, contrapponendo valori a valori. Troppo spesso ci inchiniamo (non vale solo per la destra) a quello che John Maynard Keynes chiamava “l’incubo del contabile”, e cioè il pregiudizio secondo cui nulla si può fare, se non comporta frutti economici immediati.”

Salvatore Settis. Paesaggio Costituzione cemento. Einaudi, 2010. Pag. 134