Le ragioni di questo blog

comunicazione

Lo spunto per questo blog nasce dalla lettura del volume “Tecnopolitica. La democrazia e le nuove tecnologie della comunicazione” di Stefano Rodotà. Rispettivamente a pagina 85 e 131 trovo dei passi che riporto, che sottolineano l’importanza nel processo democratico della circolazione delle informazioni, ed osservano che a livello di città il veicolo elettronico per questa circolazione sia forse il più adatto a consentire il pieno dispiegamento di tale valore.

Guardando la arcinota piastra Cavoni, che “spezza” la SS Monti Lepini all’altezza del supermercato COOP, e non sapendo (il blog è partito nel 2008)  se sarebbe mai stata portata a termine, o quali fossero gli ostacoli che ne rallentassero il completamento, mi chiesi:” Il Comune di Frosinone ha un sito web, invia SMS di informazioni ai cittadini (ad esempio in occasione di manifestazioni sportive), ha una newsletter. Ci vuole molto a preparare un piccolo testo che ci spieghi cosa sta accadendo, e ci faccia sentire un po’ più cittadini, ed un po’ meno sudditi?”

“(…) il processo democratico è ormai profondamente influenzato dal modo in cui circolano le informazioni: anzi, la disponibilità di queste da parte di tutti i cittadini appare come un prerequisito di quel processo. Si può ben dire che il grado di democraticità di un sistema si misura anche in base alla quantità ed alla qualità delle informazioni rilevanti che circolano al suo interno, ed all’ampiezza della platea dei soggetti che ad esse possono accedere. E si ritiene che non si debba più parlare di diritto all’informazione, ma puramente e semplicemente di diritto alla democrazia”.

“(…) la città si manifesta come il luogo dove sembra più agevole e meno rischioso un ricorso mirato alle varie tecnologie della comunicazione per sperimentare forme di democrazia amministrativa. Gli effetti, sperati se non sempre realizzati, riguardano non solo la prospettiva tradizionale della trasparenza amministrativa, del “comune di vetro”, ma l’avvio di una concreta diffusione di poteri all’interno di una comunità. E il riferimento al governo locale non è privilegiato solo perché la scala più ridotta rende più agevole la sperimentazione, ma perché questa dimensione dovrebbe ridurre, se non annullare, i rischi di passare ad una democrazia plebiscitaria o delle emozioni, evidentissimi quando le tecnologie della comunicazione vengono adoperate su larghissima scala.”

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